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| Fisco, da motivare l’accesso al domicilio |
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Laura Ambrosi, Antonio Iorio - Il Sole 24 Ore - pag. 32
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| Il giudice tributario, investito dell’impugnazione di un atto impositivo fondato su documentazione acquisita mediante accesso domiciliare autorizzato dal procuratore, ha il potere-dovere di verificare sia la presenza formale del provvedimento autorizzatorio, sia l’adeguatezza della motivazione sulla sussistenza di gravi indizi di violazione delle norme tributarie. L’eventuale illegittimità del provvedimento determina l’inutilizzabilità della documentazione acquisita e, quindi, l’illegittimità dell’atto su di essa fondato. A ribadire il principio è la Corte di cassazione con la sentenza n. 9241 depositata lo scorso 13 aprile. Nel caso analizzato un contribuente impugnava alcuni avvisi di accertamento fondati su documentazione acquisita a seguito di accesso domiciliare autorizzato dal Pm, ritenendo che tale autorizzazione non fosse adeguatamente motivata.
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